17 anni, grinta da vendere.

se-non-ora-quandoCi scrive Thelma, 17 anni, dalla provincia di Salerno. Più che una lettera è un j’accuse, un’esortazione, che condividiamo!

Eccoci qua, popolo di globalizzati: affacciati sul mondo e chiusi nelle proprie abitazioni, convinti che ogni traguardo sia stato raggiunto, che la democrazia in Italia esista, che la violenza di genere nel Bel Paese sia invenzione di qualche acida femminista in sindrome premestruale e che, ad esser sinceri, tutto quello che poteva esser detto, è già stato detto.
Io non temo lo stupratore, io temo chi non lo vede, temo l’indifferenza e l’accondiscendenza. Temo il potere di chi ritiene che l’eguaglianza sia ormai valore acquisito, temo chi esalta una giustizia evanescente e non si rende conto che la strada che conduce all’emancipazione è stata appena asfaltata, ma la sfida più ardua è percorrerla.
Fingere di non vedere non basta. Non è necessario accendere il televisore, le violenze di genere si respirano nella vita di tutti i giorni. Le violenze si nutrono dei “troia” e “puttana” detti con noncuranza, vivono nelle donne troppo accomodanti e negli uomini “folli d’amore”… sì, oggi chiamano in questo modo gli stronzi.
Che possiamo fare noi nell’immensità del nostro piccolo?
Ognuno di noi può e deve fare informazione. E’ fondamentale puntare i fari su un problema che è rimasto in ombra troppo a lungo.
Dobbiamo riunirci, parlare. Attenzione però, l’invito non è rivolto solo al gentil sesso, la violenza di genere non è problema delle donne, è problema di tutti e, insieme, va contrastato.
Agire è necessario, l’apatia è la peggior nemica del cambiamento: se non ora, quando?

Thelma Vita

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