25 novembre 2015: un immenso #nessunascusa

le sorelle mirabal mariposas
25 novembre, le sorelle Mariposas. foto da http://www.femaleworld.it/le-sorelle-mirabal-la-tragica-storia-de-las-mariposas/

Credo dovremmo prendere spunto dalla manifestazione di Firenze  per tornare in piazza come il 13 febbraio 2011.
Vorrei un 25 novembre con le piazze piene di donne e uomini che dicano a gran voce che per uno stupro non c’è #nessunascusa.

Che siamo stanche ma anche stanchi di sentenze che ci umiliano, che riducono le donne a corpi a disposizione, colpevoli in quanto corpi, e a uomini in balia di istinti predatori senza la minima coscienza del valore dell’altro.

Sono tre anni che vado nelle scuole a parlare di questo con i ragazzi e le ragazze, a cercare con loro di demolire gli stereotipi che ci ingabbiano tutte e tutti.
A che serve tutto questo impegno, tutto l’ impegno di prof, associazioni, centri antiviolenza, se poi nelle aule dei tribunali si disconoscono i principi basilari della convivenza tra esseri umani?

Come possiamo dire alle ragazze di denunciare se poi sono sempre loro ad essere processate? Come possiamo parlare ai ragazzi di responsabilità e rispetto se nelle sentenze la violenza viene legittimata?
Perché è questo che accade. E’questo che rimane nelle pance di tutti.
Che se ti stuprano avrai fatto qualcosa per incoraggiarlo o niente per evitarlo, come se fosse scritto che possa/debba accadere semplicemente perché è sempre accaduto.

Berlusconi disse che “Anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere può sempre capitare” e che “dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremo mai”.
Queste sentenze continuano a dirci che “può sempre capitare”, che più sei attraente più te la vai a cercare.

E perché invece non cominciamo a pensare e a dire con forza che PUO’ NON CAPITARE PIU’? che vogliamo che non capiti più e lo vogliamo tutte e tutti insieme? da adesso?

Ogni 25 novembre l’Italia si mobilita in centinaia di iniziative ma poi i finanziamenti per i progetti non arrivano, la formazione -anche nell’avvocatura e nella magistratura- non si fa, le risorse necessarie per cambiare una cultura insopportabile vengono sempre destinate ad altro.
Chi ha il potere di decidere non decide.

E quel poco che accade a macchia di leopardo, su iniziativa di chi lavora con fatica sul proprio territorio, non è sufficiente a creare nuovi modelli di relazione, nuovi immaginari di possibilità, nuove parole, sentenze più dignitose.

Quest’anno vorrei un 25 novembre unito in un grande NO, un grande BASTA, un immenso ashtag, un immenso #nessunascusa.

Ci mettiamo al lavoro?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.