al cuore, con impeto

pubblicato in: cristinaobber.it | 0

L'altra parte di meCara Cristina, ti scrivo per dirti quanto sia stupenda la storia che ho letto, che mi ha fatto emozionare, che mi ha fatto ritornare in mente la mia storia d’amore insieme al mio compagno. Che dire dopo le prime pagine ero già con il fazzoletto in mano e devo ammettere che poche volte un libro mi ha fatto così tanto emozionare, commuovere ma soprattutto le parole mi sono arrivate al cuore con un tale impeto che mi hanno fatto entrare da subito nella storia, leggere le scene della casa, le scene in cui Francesca scappava da casa per andare da Giulia, le loro vacanze e tutte le emozioni mi hanno lasciato molto colpito.

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal modo con cui affronti questo tema, difficile per certi versi ma nello stesso tempo molto attuale per me che ho vissuto le cose che racconti, l’amore fra persone dello stesso sesso e la capacità di difendere questo amore sopra tutti e tutto ma anche è soprattutto la forza di confidarsi con la propria famiglia, la durezza con cui la famiglia in molti casi non accetta anzi deve per forza rimettere in discussione tutta una serie di cose ma nello stesso tempo la libertà e la serenità dentro al cuore sapendo di aver fatto bene a dirlo, sapendo che non è male dire queste cose semplicemente significa essere se stessi.

Un libro così mi permette di dire delle cose che sento nel cuore, oggi in Italia molti ragazzi omossessuali vivono nascosti e incapaci per svariati motivi di raccontare chi sono e cosa provano  questo è male perché la prima vera vittoria è quella di essere felici . Certo comprendo il loro disagio, viviamo in una società che non ha ancora pienamente accettato l’omosessualità  abbiamo esempi di come le famiglie facciano fatica ad accettare un figlio gay o una figlia lesbica e allora ci si domanda perché e non è semplice rispondere a questa domanda proprio perché ciascuno di noi reagisce alle emozioni in modo diverso.  Francesca è un esempio di quanto si soffra a fare coming out, quanto ti “costa” farlo in termini di energie e emozioni , soprattutto non hai la capacità di vedere come cambiano le tue relazioni, gli affetti, le persone dopo che si sentono dire queste cose.Forse il tuo compito e di tutte quelle persone che scrivono e si impegnano sulle tematiche LGBT è proprio quello di sensibilizzare tutti e tutte su questo tema, occorre però partire dai giovani e a loro che lasceremo il futuro ed è importante che si impari a non chiamare: “Frocio , finocchio , lesbica di M” ma si capisca che essere gay ed essere lesbiche, come trans , bisex non è una devianza e non si è diversi, semplicemente siamo normali con la voglia di essere felici e la serenità che le nostre famiglie e tutti coloro che ci vogliono bene capiscano.

Devo dirti anche che quando ti conobbi al Circolo dei lettori mi colpì molto la tua grande capacità di raccontare queste cose, la tua determinazione nell’aver scritto un libro molto toccante ma anche per certi versi difficile perché affronta temi non semplici, partendo dall’omosessualità per passare poi al tema della rete come motore della conoscenza, tema anche questo molto complesso e soprattutto di estrema attualità proprio perché la rete ormai rappresenta lo scambio di informazioni e soprattutto la condivisone delle vite. Questa cosa molte volte è pericolosa e c’è da dire che molte persone usano le chat per le conoscenze un po’ come le protagoniste del libro. Tuttavia la rete è anche una trappola in molti casi di contesti e situazioni apparentemente normali ma che in realtà non lo sono. Occorre chiedere a tutti lo sforzo di usare la rete con consapevolezza e nello stesso tempo imparare a fare conoscenze stando a contatto con i propri coetanei e con la voglia di fare nuove amicizie.

Cara Cristina grazie per il tuo libro, personalmente lo consiglierei a tutti quanti dai ragazzi agli adulti, secondo me più che mai occorre che questo libro venga letto nelle scuole affinchè si costruisca anche partendo dai libri una cultura dei diritti.

Complimenti ancora e come si dice “l’amore è uno solo e solo uno per tutti”.

Con affetto, Stefano Francescon

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