#hermanaYoSìtecreo

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Se non ci sono tracce di violenza, lo stupro di gruppo è solo «un abuso» e non un’aggressione sessuale: lo hanno sancito i giudici del tribunale di Navarra il 26 aprile riguardo al caso del branco della festa di San Fermin di Pamplona, che nel 2016 aveva scioccato la Spagna. Scatenando una bufera. La Spagna, due anni dopo, dopo questa sentenza è di nuovo sotto choc: decine di militanti femministe hanno protestato davanti al tribunale gridando «Vergogna», «Non è abuso, è stupro». L’ hastag #Yotecreohermana, ‘Io ti credo sorella’, ci dice questo: che dobbiamo credere a chi denuncia, e semmai vederci dimostare il contrario. … Continua

FEMMINICIDIO (?) DI SANA CHEEMA

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Sana Cheema, 25 anni, di origine pakistana e residente da anni a Brescia, è morta in Pakistan. Non è chiaro se sia morta di infarto o se sia stata uccisa dai familiari, come si è letto inizialmente. Gli amici temono si tratti di femminicidio perchè Sana voleva tornare in Italia per sposare il fidanzato italiano contro la volontà dei suoi genitori. Questa vicenda di cui attendiamo approfondimenti, ha fatto riparlare del caso di Hina Saleem, la 19enne uccisa nel 2006 dal padre e sepolta in giardino per essersi sottratta alla volontà patriarcale, per aver scelto di seguire il suo desiderio di maggiore libertà. Hina … Continua

DAL NICARAGUA UN GRIDO: LA DITTATURA CI UCCIDE

Dal Nicaragua apprendo via whatsapp che sono stati ritrovati oggi 21 desaparecidos, tutti morti. Ero in Nicaragua nel 1988, vi ho trascorso quattro mesi. Il 19 luglio 1988, anniversario della Rivoluzione sandinista del 1979 che aveva sconfitto il dittatore Anastasio Somoza, eravamo in tanti nella capitale, su un immenso prato, durante i festeggiamenti ufficiali. Sul palco c’era Daniel Ortega, uno dei comandanti della rivoluzione più acclamati da quel popolo che oggi è sceso in piazza, unito, contro il suo tradimento. Anche io ho applaudito al suo discorso e oggi ciò che sta accadendo mi addolora nel profondo. Il governo di Ortega (è in carica dal 2006, al terzo mandato, grazie … Continua

NIGERIA: UN RE CONTRO LA TRATTA

Il 9 marzo 2018 in Nigeria Re Oba Ewuare II, capo politico e religioso dello Stato di Edo, ha imposto ai native doctors di annullare tutte le maledizioni e i giuramenti posti sulle vittime di tratta, lanciando una maledizione su tutti quei native doctors che costringessero ancora le vittime a prestare giuramento. La dichiarazione di Re Oba è frutto del grande lavoro in Nigeria di una task force che comprende l’agenzia governativa Naptip e alcune ong internazionali tra cui l’associazione Iroko (come si legge dal loro comunicato ) da anni impegnata contro la tratta di esseri umani in Italia. I native doctors sono delle autorità religiose che impongono dei giuramenti alle vittime di tratta … Continua

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