LE SCUSE DI VLADIMIR LUXURIA AD ASIA ARGENTO CI METTONO A NUDO

Nella puntata di Cartabianca del 12 dicembre Vladimir Luxuria aveva confermato all’Italia il suo maschilismo, perseverando nel tentativo di screditare Asia Argento e la sua attendibilità nel denunciare la violenza subita da Harvey Weinstein. Il web, e non solo, si è scatenato e l’ha letteralmente sommersa di critiche, proveniente anche dagli ambienti dell’attivismo Lgbt. Il 17 dicembre però, cinque giorni dopo la triste performance, sono arrivate le scuse e l’autocritica: Luxuria dice di essersi ravveduta dopo aver parlato con una donna che le ha confessato una violenza subita 30 anni prima e di essersi «sentita di merda» di fronte alle sue lacrime. E di aver così compreso di aver sbagliato … Continua

MOLESTIE SESSUALI: WEINSTEIN DIFESO DA DONNA KARAN

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Fa discutere che la stilista Donna Karan abbia difeso l’amico produttore Harvey Weinstein dalle accuse di molestie sessuali spostando l’attenzione sull’abbigliamento femminile che suggerirebbe messaggi di disponibilità sessuale («vestendosi in un certo modo se la cercano»), ha dichiarato prima di scusarsi. Fa discutere perché la Karan è donna e dunque la rabbia che le sue dichiarazioni stanno suscitando è maggiore di quella espressa per analoghe dichiarazioni sessiste pronunciate da uomini. Questo perché aleggia l’illusione che tra le donne ci sia una sorta di patto di sorellanza che nella realtà non c’è, non è forte come ci piacerebbe pensare quando lo incontriamo alle manifestazioni femministe. … Continua

DA NICOLINA PACINI A GLORIA POMPILI: I FEMMINICIDI CHE SVELANO L’IPOCRISIA DEI MEDIA

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Nicolina Pacini, 15 anni, è morta. Uccisa dall’ex compagno della madre perché un femminicida o uccide la donna che ha interrotto o vuole interrompere la relazione o le uccide i figli (talvolta i propri) infliggendole la punizione a vita. Nicolina era una ragazzina molto bella, lo sappiamo perché tutte le testate, a cominciare dall’Ansa, ne annunciano la morte pubblicandone i selfie probabilmente scaricate dal suo profilo Facebook, compreso quello in cui tira fuori la lingua scherzosamente. Nonostante sia morta. Nonostante sia minorenne. Dovrebbe bastare questo secondo dettaglio a preferire una narrazione più asciutta, più rispettosa e pudica e meno a caccia di click. La … Continua

NON CHIAMATELE LOLITE

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. È girato in questi giorni il promo di un documentario sul caso dei Parioli che vide due ragazzine di 14 e 15 anni coinvolte in un giro di prostituzione, in onda il 6 luglio su Nove. Ovviamente mi riservo ogni critica al programma senza averlo visto, ma il titolo non mi piace: Professione Lolite. Professione? In quel caso, che coinvolgeva minori, non c’era nessuna professione. Cosa che dimentichiamo troppo spesso anche nel fare giornalismo. Su tante testate nazionali che in questi giorni anticipano il suddetto programma, infatti, leggiamo nuovamente l’espressione baby-squillo, ‘bandita’ ufficialmente nel maggio 2016 dall’Ordine dei giornalisti perché viola la Carta di … Continua

1 2