LIBERI E UGUALI: IL LOGO È UN FLOP PER LE POLITICHE DI GENERE

Come risponde Pietro Grasso alle critiche che hanno accompagnato la nuova formazione politica con un nome, Liberi e uguali, declinato al maschile e una foto di esordio con quattro dirigenti maschi in fila (Grasso, Civati, Speranza e Nicola Fratoianni)? Attaccandosi a una fogliolina, parte del nuovo logo. L’Italia lo critica per aver dimenticato che le donne rappresentano la metà di un elettorato che merita rappresentanza anche nella leadership e lui che fa? Propone una fogliolina che richiami le donne e l’ambiente. Ospite da Fabio Fazio a Che tempo Che fa domenica 10 dicembre Grasso ha spiegato che «Le foglioline accanto alla Idanno l’idea dell’ambiente e formano una Eche dà la … Continua

STUPRO FIRENZE: LA CONFUSIONE TRA SESSO E POTERE

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. «Il mio assistito è un bellissimo ragazzo e non ha bisogno di stuprare nessuno». Ha fatto il giro del web la frase dell’avvocato Corta, difensore di uno dei due carabinieri accusati di stupro a Firenze. «Non sapevo di essere registrato», si difende l’avvocato, come se cambiasse qualcosa, come se non fosse evidente quanto nelle aule dei tribunali il pregiudizio personale che avvocati e giudici portano con sé continui a permettere di mettere sul banco degli imputati le vittime. Sul Web ho letto commenti analoghi sul caso Brizzi, in cui si dice che proprio in virtù del fatto di essere un uomo piacente il regista … Continua

STUPRO DI FIRENZE, DA VITTIME A IMPUTATE

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. A Firenze si è svolto l’incidente probatorio per le due ragazze americane che hanno denunciato di essere state stuprate da due carabinieri la notte tra il 16 e il 17 settembre 2017. L’Ansa specifica che «la difesa ha insistito sulla tesi di un rapporto consenziente, che le ragazze hanno negato decisamente per tutta la deposizione, tra pianti e malori». Sette e cinque le ore consecutive di interrogatorio per le due ragazze. Tra pianti e malori, appunto. Una violenza che si chiama rivittimizzazione e che significa ritrovarsi da vittime a imputate anche nei luoghi preposti a darci giustizia. Una violenza perpetua, cristallizzata. I nostri tribunali … Continua

ARRIVANO LE REBEL-ARCHITETTE

articolo che ho pubblicato su Letteradonna/Elle. Nell’aprile 2014 la frase «il ministro Madia ha partorito» fece sorridere molti quando ne titolarono i giornali, ma ci fa capire quanto ancora la narrazione del lavoro delle donne risulti paradossale. Chi resiste al cambiamento in atto nell’uso della grammatica corretta per identificare le professioni al femminile (ministra, ingegnera, avvocata ecc.) adduce spesso motivazioni linguistiche, senza sapere che proprio dalla più antica e prestigiosa istituzione linguistica italiana ci arriva la sollecitazione al cambiamento. È infatti dall’Accademia della Crusca (che raccoglie i maggiori esperti di linguistica e filologia della lingua italiana ed è riconosciuta a livello internazionale) che giungono le sollecitazioni a riflettere sulla declinazione … Continua

1 2 3 4 5