metti una sera al bar.

Ci scrive Sabrina, 23 anni. L’altra sera ero al bar a lavorare. Serata tranquilla, poca gente, sempre la solita, tutti si conoscono. Ad un certo punto una coppia inizia a litigare, la lite pian piano si fa più animata quando ad un certo punto lui l’afferra per il colletto della giacca. La spinge, la strattona e la sovrasta mentre le parla a denti stretti. La spinge fino a costringerla a sedersi su una sedia e a quel punto le tira uno schiaffo. Poi continua a prenderla per il collo per tenerla giù. Prima dello schiaffo ho cercato di intromettermi ma lui non mi sentiva nemmeno, allora ho chiamato il mio … Continua

liberarsi e librarsi

Questa lettera che ho ricevuto è molto delicata. La pubblico perchè me lo ha chiesto M. M. vorrebbe che altre ed altri non aspettassero anni, come ha fatto lei, per capire che nel silenzio il tempo scorre ma non si va da nessuna parte. Cari mamma e papà, è arrivato il momento di rivelare una volta per tutte un mistero che da decenni si è tenuto seppellito che mi ha rovinato l’esistenza, e che per fortuna, grazie all’aiuto di amici e psicologi, sono riuscita a mettere a fuoco, a contenere e ad evitare che questa cosa rovinasse la mia esistenza più di quanto in effetti non abbia già fatto. Nonostante … Continua

che fare?

Pubblico questa lettera di Titty, 17 anni, perchè è una situazione in cui tutti potremmo ritrovarci ed è troppo facile dire Io avrei detto, avrei fatto: la violenza spaventa. Cara Cristina, ti scrivo per raccontare una storia, un episodio a cui ho assistito in prima persona. Sto aspettando la metro insieme al mio amico Tommaso, sulla scala esterna che conduce alle toilette per sfuggire al caldo soffocante dell’atrio. Fuori, poco distante, un ragazzo e una ragazza sui vent’anni stanno litigando. Un altro ragazzo, forse un loro amico, al volante della sua auto, attende e osserva la scena da dietro i suoi occhiali da sole. Non riesco a scorgere la sua espressione nei … Continua

ulech / troia

Amani El Nasif e io abbiamo partecipato a Torino all’incontro Potere alla parola, pensato e realizzato da Se non ora quando Torino e Amnesty International,  condotto da Loredana Lipperini. Abbiamo scelto una doppia parola, Ulech, come dicevano ad Amani in quel villaggio, in Siria, e Troia, come diciamo in Italia. In questi mesi ho incontrato tanti ragazzi e tante ragazze nelle scuole, e Troia è ahinoi una parola che ricorre nel linguaggio quotidiano e inconsapevole che minimizza e sottovaluta il male che può fare la violenza verbale. Che non è lontana come spesso si pensa dalla violenza dello stupro e del femminicidio. Troia fa male. Fa male a tutte le donne, fa male alle … Continua

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