lettera aperta a Floriano Ippoliti

Buongiorno signor Ippoliti, le scrivo per esprimerle il mio rammarico di fronte alla sua statua “Violata”, che trovo essere un manifesto alla sordità, al non ascolto. Lei stesso ammette di essere stato ispirato da un suo pensiero,  di essersi chiesto “Come avrebbe reagito mia moglie?” e di essersi dato una risposta, personale e risolutiva, senza interrogarsi  oltre.  Ma la risposta è altrove. Se avesse ascoltato una sola donna violata per davvero e non nella sua immaginazione, avrebbe trovato quella risposta. Quella donna le avrebbe detto che dopo uno stupro non ci si alza con lo sguardo fiero, né tanto meno con la mano aperta verso la vita. Quella donna le avrebbe … Continua

ma cos’è il consenso?

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Tiziana, 17 anni, ci segnala questo articolo che arriva dall’America, Ohio: “Se vogliamo prevenire gli adolescenti dall’essere stupratori, non possiamo più a lungo presumere che sappiano come. Dobbiamo     parlarne. Questa non è più un’opzione. Non è più abbastanza parlare ai nostri ragazzi dei meccanismi del sesso, probabilmente non lo è   stato mai.  Dobbiamo parlare del consenso, di cosa significa e di come essere certi di averlo. Dobbiamo insegnare chiaramente e con forza che, come dice Dianna E. Anderson, il consenso è un “sì” entusiasta ed    inequivocabile“. Ecco l’articolo da Lunanuvola’s blog.

Franca Viola

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Franca Viola è stata la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore. Franca Viola ci ha insegnato che le leggi possono cambiare, che anche alla violenza delle istituzioni ci possiamo ribellare. Per questo ne ho parlato nel libro, perchè se le ragazze e i ragazzi alzano la voce, possono cambiarlo davvero, questo mondo. Per questo ho firmato la petizione, fatelo anche voi! Dal libro Non lo fccio più: Fino al 1981 il codice penale italiano, con l’art. 544 ammetteva ancora l’estinzione del reato di stupro in caso di matrimonio riparatore. -Se poi ti sposo, è come se non ti avessi stuprata, non ho commesso alcuna colpa, non ti ho violata-. Il pensiero va … Continua

dalla Bosnia Erzegovina a One billion rising, passando per Sanremo

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Il documentario di Amnesty International, “Still on the Frontline”  racconta delle donne che in Bosnia-Erzegovina sono state vittime di stupri di guerra. La guerra è finita nel 1995, eppure le donne reclamano ancora il riconoscimento delle violenze subite. Dice Amnesty International “La violenza di genere non ha inizio quando la guerra ha inizio, non finisce quando la guerra finisce”. Bisogna sforzarsi di immaginarli questi anni, fatti di mesi e giorni che passano uno dopo l’altro mentre prende forma un nuovo nemico, il silenzio. Un silenzio che giorno dopo giorno cerca di zittire donne ostinate e disobbedienti. Le istituzioni vogliono che dimentichino, le loro famiglie vogliono che dimentichino, i loro uomini vogliono … Continua

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