lo stupro è viltà, anche nostra

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Simone Borgese confessando lo stupro dice: “Il bus non arrivava, così ho deciso di prendere il taxi. Al volante c’era lei, le ho detto di portarmi a Ponte Galeria, Ma durante il tragitto sono stato preso da un raptus”. Dunque Borgese si ricorda proprio il momento in cui il raptus si è impadronito di lui, giusto con quel minimo di preavviso che gli avrebbe permesso di ricordarselo (verrebbe da dire Che culo!) Ecco cosa accade quando le parole vengono usate a sproposito nelle notizie di violenza sulle donne. A forza di pubblicare la parola Raptus tutti vi si appellano, alla ricerca di possibili attenuanti. Non era raptus quello di Carlo Lissi … Continua

perchè non l’hai detto alla mamma?

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Sui giornali oggi la notizia di una ragazzina di 13 anni costretta per mesi a subire violenze sessuali da un gruppo di coetanei a suon di filmati col telefonino e ricatti. Ci si interroga sul perché del suo silenzio, sul perché non abbia mai voluto confidarsi con la madre con la quale aveva un “buon rapporto”. E’ opinione comune che un buon rapporto tra mamma e figlia sia una garanzia di confidenza, di richiesta di aiuto. L’opinione comune non fa i conti col senso di colpa, con la vergogna. L’opinione comune non fa i conti con l’essere protettivi nei confronti dei genitori proprio là dove ci sono buoni rapporti. Veronica … Continua

A 13 anni come a 50

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“Avevo paura di non essere creduta”. Violentata ripetutamente a 13 anni da un sacerdote (qui articolo Ansa), una ragazza di 21 anni ha trovato ora il coraggio di denunciarlo e ha giustificato con questa frase il suo silenzio durato anni. La paura di non essere credute o di essere considerate in qualche modo complici della violenza subita, per come ci si veste, per quanto corti siano un paio di shorts o per come ci si atteggia, è uno dei problemi grandi che impediscono ancora oggi a circa il 90% delle vittime di non denunciare. Perchè ancora oggi è la vittima che si vergogna. Chi ha letto “Non lo facccio più” ricorda Veronica, la ragazza che a 21 … Continua

il branco e tu

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Sentiamo e leggiamo notizie che parlano di violenze sessuali, di stupro e BRANCO. Non sempre ai ragazzi è chiara l’entità della responsabilità all’interno di un gruppo, perché nessuno la spiega, a casa come a scuola. A molti il gruppo sembra qualcosa di ASTRATTO in cui l’individuo si annulla, prende un’altra forma, e quindi anche la responsabilità individuale appare ridimensionata. Ma la responsabilità in un gruppo non è cosa astratta. Nel branco c’è una somma di responsabilità individuali che amplifica l’effetto dell’azione di ogni singolo partecipante. Dico PARTECIPANTE perché il branco è formato da persone che PARTECIPANO ad un’azione, con la propria testa e con il proprio corpo. La legge riconosce come AGGRAVANTE il compimento di uno stupro … Continua

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