Abbiamo tutte e tutti diritto di lavorare in sicurezza, anche al sicuro da molestie sessuali e discriminazioni. ToBeSafe è nato per questo. lo presentiamo oggi, 3 marzo 2021 alle ore 14.00, nella WebTvRadio del Comune di Milano, ospiti della Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, Diana De Marchi. Qui il link per seguire in streaming. Qui ne parla La27esima ora del Corriere della Sera.

Una sentenza che fa male.

articolo pubblicato su La 27esima ora del Corriere della Sera. 16 anni per averla sgozzata, per averne occultato il corpo in una fossa di liquami, corpo ritrovato dopo venti giorni in avanzato stato di putrefazione, pieno di larve e vermi, riconoscibile soltanto da un piccolo tatuaggio e dei braccialetti. Si chiude così la sentenza di primo grado nel processo a Fabrizio Pasini, 50 anni, che nel luglio 2018 ha ucciso Manuela Bailo, la collega 35enne con cui da tre anni aveva una relazione extra coniugale. È stato concesso il rito abbreviato, inapplicabile per i femminicidi commessi dopo l’entrata in vigore della legge 19/2019, che ha comportato uno sconto di pena di 8 … Continued

IL SILENZIO PRE-VOTO SUL DDL PILLON

articolo che ho pubblicato su La 27ora del Corriere della sera. È calato un silenzio tombale sul ddl Pillon, e non perché sia stato archiviato come falsamente annunciato, ma semplicemente perché è meglio stare zitti per non perdere voti. Mentre a fine marzo, in concomitanza con il congresso mondiale della famiglia non si parlava d’altro che di Medioevo, in prossimità delle elezioni i rappresentanti di governo devono essersi accordati per fare finta che il disegno di legge Pillon non esista, non sia lì, insieme ad altri disegni con obiettivi analoghi, in attesa di riaprire la discussione dal 27 maggio.  Ad aprile Spadafora ha dichiarato il ddl Pillon archiviato, ma le smentite … Continued

TROPPO BRUTTA PER ESSERE STUPRATA

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle Ha suscitato indignazione generale la sentenza della Corte di appello di Ancona, poi annullata con rinvio dalla Cassazione, che ha assolto due ragazzi nel processo di secondo grado per violenza sessuale su una coetanea. Indipendentemente dallo svolgimento dei fatti, le motivazioni espresse nelle conclusioni di tre magistrate si dubita della versione presentata dalla ragazza in quanto all’imputato «neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo di ‘Vikingo’, con allusione a una personalità tutt’altro che femminile, quanto piuttosto mascolina, che la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare». Ciò che sconvolge non è che le magistrate siano donne, sarebbe grave al contrario se il genere di chi deve giudicare influenzasse … Continued