I CATTOSSESSIVI e il GENDER

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Non me ne voglia la Treccani, ma quella del 3015 la immagino così: I Cattossessivi furono un movimento integralista di matrice cattolica nato in Italia nella seconda decade del terzo millennio. Si caratterizzarono per il violento ostracismo al comune pensiero dell’epoca che riproponeva con forza il ritorno ai valori laici e cristiani di rispetto e accoglienza ripresi dalla lettura del Vangelo e della Costituzione. Durante la fine del Novecento in tutto il paese avevano imperversato individualismo, volgarità e corruzione; il declino economico-finanziario dell’inizio del nuovo millennio aveva indotto la popolazione a rigettare quel modello spregiudicato e autodistruttivo per riportare al centro dell’esistenza umana elementi come l’amore universale e il bene comune. Per i … Continued

vi faccio un esempio

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Esattamente tre anni fa, nel settembre 2012, usciva Non lo faccio più, meno di cento pagine frutto di 2 anni di ricerca. Quando nell’ottobre 2010 ho deciso di scriverlo, accadeva qualcosa di singolare. Quando mi rivolgevo a qualcuno per un’intervista, che fosse uno psichiatra o un funzionario del ministero di giustizia minorile, la domanda che quasi tutti mi porgevano era Perché? Cioè “Perchè vuole scrivere un libro sullo stupro?” Di stupro allora non si parlava, così come le notizie di femminicidio finivano ancora in trafiletti nelle pagine dei quotidiani locali. Non c’era ancora stato il 13 febbraio, con cui il movimento Se non ora quando ha portato in piazza migliaia di donne … Continued

un “Ci dispiace” #noncibasta

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C’è una parola che mi piace molto, ed è responsabilità. Dicono che le petizioni non servono, se non a far guadagnare chi le gestisce in rete. Non trovo scandaloso che chi gestisce le petizioni ne ricavi un guadagno, è un’attività che richiede tempo, e va retribuita. Se sotto vi sono delle speculazioni, in altra sede ce ne occuperemo. Io ne firmo e a volte le promuovo perchè credo che sia comunque importante che a chi di dovere arriva la voce di chi, come me, singolarmente non conta niente ma insieme a tanti altri rappresenta “cosa pensa la gente”. Nella condivisione di un messaggio chi lo riceve, e in questo caso … Continued

VI RACCONTO LA MIA OMOFOBIA

articolo che ho pubblicato su La 27esimaora del Corriere della Sera. Anche io ho sofferto di omofobia lieve. Sono nata agli inizi degli anni Sessanta, in un paesino ai piedi della montagna, in Valsugana, lungo le rive del Brenta. Quando ero bambina la mia percezione dell’omosessualità si riferiva ad un episodio di cui avevo sentito parlare a proposito di un pedofilo che bazzicava nella stazione di Padova. L’associazione tra omosessualità e pedofilia e quindi perversione era dunque netta. Quando ero in prima o seconda media e chiesi chi era Pasolini mi fu detto che era uno sporcaccione. Quando avevo 13 anni ricordo che, pensando all’omosessualità, immaginavo mio fratello mentre baciava … Continued