CONTRO L’INTEGRALISMO SERVE UNA CAMPAGNA COLLETTIVA

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Dopo l’appello della Rete Rebel Network alla sindaca Virginia Raggi si sta valutando la rimozione dei cartelloni giganti esposti a Roma con la scritta «L’aborto è la prima causa di femminicidio» con cui il gruppo integralista conservatore CitizenGo ha strumentalizzato senza pudore il femminicidio per i propri fini propagandistici. Impegnati da anni in campagne contro le donne che negano il diritto di interrompere una gravidanza in sicurezza, nel rispetto del diritto alla salute sancito dalla legge 194, hanno agito senza rispetto per le donne morte di femminicidio, per i loro figli orfani e i loro cari. Nelle loro ‘spiegazioni’ hanno accomunato l’interruzione volontaria di gravidanza … Continua

#hermanaYoSìtecreo

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Se non ci sono tracce di violenza, lo stupro di gruppo è solo «un abuso» e non un’aggressione sessuale: lo hanno sancito i giudici del tribunale di Navarra il 26 aprile riguardo al caso del branco della festa di San Fermin di Pamplona, che nel 2016 aveva scioccato la Spagna. Scatenando una bufera. La Spagna, due anni dopo, dopo questa sentenza è di nuovo sotto choc: decine di militanti femministe hanno protestato davanti al tribunale gridando «Vergogna», «Non è abuso, è stupro». L’ hastag #Yotecreohermana, ‘Io ti credo sorella’, ci dice questo: che dobbiamo credere a chi denuncia, e semmai vederci dimostare il contrario. … Continua

FEMMINICIDIO (?) DI SANA CHEEMA

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Sana Cheema, 25 anni, di origine pakistana e residente da anni a Brescia, è morta in Pakistan. Non è chiaro se sia morta di infarto o se sia stata uccisa dai familiari, come si è letto inizialmente. Gli amici temono si tratti di femminicidio perchè Sana voleva tornare in Italia per sposare il fidanzato italiano contro la volontà dei suoi genitori. Questa vicenda di cui attendiamo approfondimenti, ha fatto riparlare del caso di Hina Saleem, la 19enne uccisa nel 2006 dal padre e sepolta in giardino per essersi sottratta alla volontà patriarcale, per aver scelto di seguire il suo desiderio di maggiore libertà. Hina … Continua

NIGERIA: UN RE CONTRO LA TRATTA

Il 9 marzo 2018 in Nigeria Re Oba Ewuare II, capo politico e religioso dello Stato di Edo, ha imposto ai native doctors di annullare tutte le maledizioni e i giuramenti posti sulle vittime di tratta, lanciando una maledizione su tutti quei native doctors che costringessero ancora le vittime a prestare giuramento. La dichiarazione di Re Oba è frutto del grande lavoro in Nigeria di una task force che comprende l’agenzia governativa Naptip e alcune ong internazionali tra cui l’associazione Iroko (come si legge dal loro comunicato ) da anni impegnata contro la tratta di esseri umani in Italia. I native doctors sono delle autorità religiose che impongono dei giuramenti alle vittime di tratta … Continua