se l’urlo resta in gola

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. «Volevo uscire innocente, con l’avvocato abbiamo puntato a dire che lei era consenziente»: così mi ha detto Marco, 38 anni, in carcere per violenza sessualesu una 15enne. A Marco piacevano le ragazzine, le abbordava fuori da scuola, alla fermata del bus. «In tribunale l’ho vista dietro un vetro, piangeva. Mi dava rabbia che piangesse, in fondo era stata zitta, e il silenzio per me era un assenso». Ho pensato a Marco leggendo del processo di Torino in cui la donna che aveva denunciato gli abusi sessuali ha dichiarato: «Con le persone troppo forti io non… Io mi blocco», per motivare il fatto di non … Continua

Pillole – “Parliamone sabato”

Sto mescolando il ragù. Indosso guepiere e tacco dodici, non sia mai che mio marito torni prima del tempo e non mi trovi desiderabile. Ad ogni girata di cucchiaio stringo i glutei e contemporaneamente apro e chiudo la bocca perché la ginnastica facciale è importante, contro le rughe e per i pompini che lo aiutano quando Luigi non ce la fa e io non voglio farlo sentire in colpa. Fa freddo ma il vapore dalla pentola mi scalda. Stanotte ho sognato che Babbo Natale mi portava una tuta di pile ma poi Luigi mi ordinava di stracciarla con le forbici ed io naturalmente obbedivo perché l’uomo che comanda mi fa … Continua

quando il figlicidio è femminicidio

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Nel luglio 2013 Pasquale Iacovone, imbianchino di 42 anni della Valcamonica, soffocò i suoi due figli Davide e Andrea, di 9 e 12 anni, e poi diede loro fuoco. I bimbi vivevano con la madre e stavano trascorrendo due settimane con il padre, nonostante a carico di quest’ultimo ci fossero minacce alla ex moglie (agli atti risultano frasi in cui Iacovone le diceva o scriveva «L’unico modo per farti del male è fare del male ai tuoi figli», «Non li vedrai più», «Li ammazzo», «Se ti rivolgi ai carabinieri, ricordati che hai dei figli», «Me la prenderò con i tuoi figli, te la farò pagare» e denunce per stalking. Dieci, per … Continua

il signor Rossi, tra sesso, tabù e tivù

articolo che ho pubblicato su Lettera43/Elle Esistono luoghi al mondo dove degli uomini infilano il proprio pene in un buco nella parete al di là del quale c’è qualcuno che lo muove su e giù fino a che non ne esce lo sperma liberatorio. Lo descrive molto bene il film Irina Palm, storia di una pensionata che per sostenere economicamente il nipote ammalato si scopre masturbatrice talentuosa. L’idea del buco in cui infilare il pene viene confermata dal detto “basta che respiri” e dal florido mercato delle bambole gonfiabili i cui modelli più costosi non solo respirano, appunto, ma si riscaldano per farti godere al caldo. Bambole che oggi si … Continua

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