I CATTOSSESSIVI e il GENDER

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Non me ne voglia la Treccani, ma quella del 3015 la immagino così:

I Cattossessivi furono un movimento integralista di matrice cattolica nato in Italia nella seconda decade del terzo millennio.

Si caratterizzarono per il violento ostracismo al comune pensiero dell’epoca che riproponeva con forza il ritorno ai valori laici e cristiani di rispetto e accoglienza ripresi dalla lettura del Vangelo e della Costituzione.

Durante la fine del Novecento in tutto il paese avevano imperversato individualismo, volgarità e corruzione; il declino economico-finanziario dell’inizio del nuovo millennio aveva indotto la popolazione a rigettare quel modello spregiudicato e autodistruttivo per riportare al centro dell’esistenza umana elementi come l’amore universale e il bene comune.

Per i Cattossessivi tutto ciò era intollerabile, essendo i loro principi ispiratori la sottomissione della donna e dell’infanzia, la segregazione razziale di tutte le minoranze etniche (ad esclusione di quelle impiegate come badanti e braccianti), l’istigazione al suicidio delle persone omosessuali e transgender (con particolare accanimento verso quelle adolescenti), l’apertura di luoghi istituzionalmente adibiti alla prostituzione dove poter sfruttare le suddette categorie nel più totale anonimato e con la consueta impunibilità.

Grazie ad alcuni di loro appartenenti all’alta gerarchia del clero i Cattossessivi riuscirono a costituire una vera e propria lobby destinataria di cospicui finanziamenti che permise loro di inserirsi in molte parrocchie, in particolare del centro e del nord Italia, fornendo di abiti Dolce e gabbana i parroci più esigenti e plagiando a costo zero quelli più miti.

Per realizzare i loro obiettivi (controllo e distruzione della Vitalità della popolazione) attaccarono la scuola, uno dei luoghi da cui maggiormente saliva la richiesta di modelli di vita più consoni alla realizzazione della felicità individuale e collettiva; nuovi progetti avevano infatti arricchito l’offerta formativa grazie anche ad un valido contributo dal campo dell’editoria con la pubblicazione di testi dedicati all’evoluzione della specie verso forme di convivenza sociale più pacifiche e costruttive.

All’epoca non era raro infatti sentire un insegnante pronunciare in classe la parola Umanità, o un bambino di cinque anni la parola Felicità o un adolescente la parola Sentimento.

Nei cortili delle scuole materne maschi e femmine giocavano insieme ed era frequente assistere a condivisione di secchielli senza spargimenti di sangue tra bambini appartenenti a diverse etnie, ceti sociali o credi religiosi; mentre nelle biblioteche delle superiori si potevano trovare testi narranti storie d’amore senza l’uso di ansiolitici e con finali lieti.

I Cattossessivi, ossessionati appunto dal ritorno di sentimenti pacifici e accoglienti nelle aule delle scuole di ogni ordine e grado, si unirono per ossessionare  dapprima i genitori -facendo leva sul naturale senso di protezione verso la prole- e di conseguenza gli insegnanti e i presidi, ossessionati appunto dalle ossessioni dei neo-ossessionanti genitori.

Inventarono la cosiddetta “ideologia del Gender“, in cui raggrupparono qualsiasi attività didattica e formativa che riguardasse i sentimenti e la sessualità, il rispetto tra i generi, affermando che dette attività fossero pericolose e causa di comportamenti depravati e inqualificabili.

Forti sostenitori dei fondamenti del pensiero medievale e promotori della violenza sulle donne, i Cattossessivi ritenevano infatti che la masturbazione fosse causa di cecità, l’orgasmo femminile altamente destabilizzante e l’omosessualità una patologia curabile con trasfusioni di sangue somministrate con una sofisticata apparecchiatura medical-stereo (in modalità play-repeat del brano musicale “Luca era gay”). L’ autonomia femminile non era nè nominabile nè nominata e la transessualità combattuta con l’esorcismo.

Armati di slogan intimidatori e diffamanti, i Cattossessivi riuscirono inizialmente a catturare anche l’attenzione mediatica, forti dell’appartenenza alla setta di alcuni esponenti del mondo del giornalismo, in particolare televisivo e radiofonico, ottenendo inizialmente un crescente consenso di pubblico soprattutto nelle fasce della popolazione già stremata dalla crisi economica e privata del tempo per informarsi seriamente.

I cattolici si convinsero dell’esistenza dell’ideologia del Gender al punto che al pronunciare la parola Gender cominciarono a verificarsi attacchi di panico e scene di isterismo.

Vanna Marchi brevettò uno spray antiGender ma fornì un numero di telefono falso per richiedere le istruzioni di l’utilizzo.

Per più di un anno l’Italia si ritrovò a vivere un periodo di forte oscurantismo; fu vietato l’uso del preservativo alla fragola e imposto quello alla liquirizia per renderne gli utilizzatori e le utilizzatrici riconoscibili. Le donne vittime di stupro vennero rinchiuse in carceri di massima sicurezza. Le altre vennero licenziate in massa e l’8 marzo fu proclamata giornata nazionale del lavoro a maglia.

Furono banditi gli innamoramenti. Gli anziani che ancora dichiaravano di essere vittime di desiderio sessuale furono rinchiusi in caseggiati di recupero dove vennero costretti a coltivare ortiche e guardare le repliche di tribuna politica in riedizione 3d.

I parroci che perseveravano nel predicare amore e non violenza furono messi in schiavitù.

Vennero requisiti libri e film in tutte le abitazioni e le biblioteche furono riconvertite a luoghi di penitenza per donne che si ostinavano a lavorare di nascosto e per quelle che non praticavano il massaggio ai piedi dei mariti.

Nei cortili delle scuole si organizzarono grandi falò e gli alunni in lacrime furono costretti a svuotarvi gli zaini, potendo conservare soltanto lo smartphone.

Al sindaco di Venezia fu eretto un immenso santuario nel centro della Laguna.

L’Europa chiese ripetutamente all’Italia di risvegliarsi e l’Italia chiese di entrare a far parte del Texas.

L’oscurantismo Cattossessivo entrò in crisi agli inizi del 2016, quando Papa Francesco I durante un soggiorno in Brasile si collegò con il Festival di Sanremo e supplicò in mondovisione i propri fedeli di non farlo tornare a Roma.

Ma fu grazie alla diffusione dei social network – così si chiamavano al tempo le nostre attuali forme di relazione– che il movimento fu presto screditato anche all’interno del mondo scolastico, grazie alla mobilitazione nazionale promossa da alcune bambine di una scuola materna torinese che si ribellarono all’introduzione dei corsi intensivi di sottomissione imposti dalla maestra prevalente di religione.

Il Cattossessivismo andò lentamente perdendo consenso ma non senza aver causato dei gravi danni ai singoli, in particolare ai cattolici, e agli equilibri socio-economici del paese. Centinaia di adolescenti omosessuali e transessuali ad esempio (per la questura 82) costretti a partecipare con i propri genitori a manifestazioni omofobe nelle piazze delle principali città italiane, diedero vita a quello che fu chiamato “l’ esodo degli eighteen“, una ingente emigrazione di massa di neo-maggiorenni tra la fine del 2015 e gli inizi del 2016.

Ciò che segnò il declino definitivo dei Cattossessivi fu comunque il ritrovamento non casuale del diario virtuale di una/un sacerdote transessuale (all’anagrafe Cesira F. ma noto come Don Cecè) che vedeva coinvolti alcuni dei leader del movimento. Il diario fu reso pubblico via Facebook (a quel tempo appena inseritosi nella quotidiana privacy delle famiglie) e turbò non poco la popolazione, che grazie allo shock si risvegliò dall’incubo e ricominciò a pensare con la propria testa.

Riacquistata la libertà, i cattolici scesero in piazza e chiesero le dimissioni dei vertici del ministero dell’istruzione che si ostinava a non introdurre l’educazione di genere nelle scuole; i vertici rimasero al proprio posto ma non si occuparono più né di scuola né di istruzione.

Priva di un ministero operativo, la scuola italiana si posizionò da allora ai primi posti dell’eccellenza europea.

I parroci si insediarono nel santuario al centro della Laguna e lo riconvertirono in luogo di accoglienza.

Papa Francesco I primo rientrò in Vaticano per celebrare la messa del Natale 2016. Don Cecè ne divenne la portavoce.

L’educazione di genere fu introdotta in tutte le scuole e in tutte le parrocchie.

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giornalista, formatrice, scrittrice.

11 Responses

  1. alex faggioni

    lo abbiamo appena letto in famiglia; ora ne stamperemo una copia e la metteremo sul comodino a fianco di bar sport di Benni. Così per farci due risate prima di addormentarci dopo una giornata difficile.

  2. lucia

    Maschio e femmina li creò a sua immagine li creò chi rifiutò tale verità precipitò inesorabilmente!

    • Stefano S.

      Quindi se Lui creò maschio e femmina a Sua immagine, ne consegue che Lui è maschio ma anche femmina.
      Perciò anche Lui è gender.

  3. Vittorio

    Il termine “cattossessivi” non può andare bene a chi è presumibilmente sessuofobo: contiene infatti il plurale del sostantivo “sesso”.

  4. clelio

    Non mi sembra che i cattolici siano favorevoli all’apertura dei bordelli. Mi pare, invece, che siano contrari a qualsiasi regolamentazione in materia. Da bravi bigotti.

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