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Questo #metoo non riguarda il lavoro ma la casa.

La casa che cerchi quando hai trent’anni e due figlie piccoline e un ex marito che non ti passa alimenti e puoi contare solo su te stessa. E allora arriva il proprietario di un appartamentino che sarebbe proprio perfetto perché c’è pure annesso un piccolo giardino ma mentre cerchi di trattare un po’ sul prezzo ti dice che potrebbe venirti incontro se tu lo aiutassi a fare il bagno una volta la settimana. Lui ha i capelli bianchi ed è in sedia a rotelle e tu pensi che ti stia proponendo un lavoro di cura ma quando finisce la frase non hai dubbi che si tratti di un ricatto sessuale perché non ti nasconde di sentirsi “molto solo” e di avere delle “necessità sessuali”. Così mentre esci di corsa perché ti senti improvvisamente in gabbia tra quelle mura ti ricordi di quando avevi 19 anni e ne dimostravi 15 e un altro proprietario di casa ti portò a vedere l’appartamento che nell’inserzione diceva in affitto ma invece di persona presupponeva di discutere le condizioni a cena, in un posto carino lì vicino e tu hai detto Va bene per uscire di lì al più presto e poi una volta in strada gli hai detto Ho cambiato idea, non mi piace il posto, e hai camminato veloce con quel suo sguardo addosso e ti sentivi brava perché lo avevi fregato ma ti veniva da piangere dalla rabbia.

E uscendo dalla gabbia dell’uomo sulla sedia a rotelle ancora non sapevi che di lì a poco anche in ufficio il tuo titolare al quale avresti chiesto un aumento per trovare casa ti avrebbe proposto cortesemente la possibilità di un’oretta di straordinari particolari a 500 mila lire che era esattamente un terzo dello stipendio per un mese di lavoro. Certo non avrebbe insistito, ma ti saresti chiesta perché gli uomini si sentono in diritto di approfittare delle vulnerabilità, ti saresti sentita oggettivizzata e non lusingata come lui si sarebbe aspettato che fossi perché era giovane e bello, niente da dire.

Ancora non sapevi che quando poi ti saresti messa in proprio e avresti dimenticato le difficoltà di arrivare a fine mese avresti comunque incontrato un cliente, un agente, qualche uomo che durante un pranzo di lavoro trasformato in corteggiamento ti avrebbe raccontato di avere un appartamento bellissimo da metterti a disposizione nel caso ti saresti voluta trasferire in una città più grande, in una casa più in centro, perché quel tipo di uomini sperano sempre che dall’altra parte ci siano delle incertezze, delle difficoltà su cui poter far leva. Uomini dal fare gentile, uomini che quando le tue risposte non lasciano spazio non insistono, ma pur sempre delle merde.

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