LA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO L’ ABORTO

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articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle.

Non bastava il ddl Pillon nel suo tentativo di limitare i nostri diritti. Come anticipato su Il Messaggero, la Lega ha infatti presentato alla Camera una proposta di legge, sottoscritta per altro da una cinquantina di parlamentari, «in cui non si chiede di rimuovere la 194, ma di riconoscere ‘soggettività giuridica al concepito’ al fine dell’adozione, e di mettere in relazione già al momento della gravidanza famiglia del concepito con quella che potrebbe adottarlo». Una mossa, che secondo il partito di Matteo Salvini, permetterebbe di diminuire il numero degli aborti in Italia. In realtà le cose però non stanno proprio così perché si tratta di un ulteriore (l’ennesimo) tentativo di vietare l’interruzione di gravidanza non potendolo fare direttamente. esattamente come fa il disegno di legge 950/2018 proposto da Maurizio Gasparri che richiede la modifica dell’articolo 1 del Codice civile che diventerebbe «Ogni essere umano ha la capacità giuridica fin dal momento del concepimento. I diritti patrimoniali che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita». Riconoscere giuridicamente l’embrione significa di fatto equipararlo ad una persona e, dunque, equiparare l’aborto, come conseguenza diretta, all’omicidio, un reato che prevede il carcere. Queste proposte hanno quindi l’obiettivo di vietare l’interruzione di gravidanza e condannare alla prigione le donne che decidono di far valere quello che è un loro diritto, come accade già in altri Paesi, anche nella vicinissima Repubblica di San Marino

«Si tratta di un ulteriore tentativo di vietare l’aborto non potendolo fare direttamente».

Si tratta di disegni di legge in linea con gli obiettivi del senatore Simone Pillon che intervistato da La Stampa ha dichiarato di voler impedire l’aborto. E anche in linea con quanto pensano i relatori del Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families) in programma a Verona dal 29 al 31 marzo. Evento contro il quale la società civile è pronta a scendere in piazza per contestare un integralismo religioso sempre più determinato nel togliere alle donne quelli che sono diritti irrinunciabili. E la presenza di suoi esponenti nel nostro governo ci mette come non mai in pericolo. Esponenti tanto interessati agli embrioni che però non sono mai in piazza in difesa di quegli embrioni che sono diventati bambini e bambine e che sono vittime di violenza abusi sessuali in famiglia o dei preti pedofili. Vorremmo che Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle si pronunciassero chiaramente su queste posizioni e su queste proposte contro di noi, contro la nostra libertà di scegliere.

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