ma cos’è il consenso?

pubblicato in: comunicazione, giovani, scuola, stupro | 2

UnknownTiziana, 17 anni, ci segnala questo articolo che arriva dall’America, Ohio:

“Se vogliamo prevenire gli adolescenti dall’essere stupratori, non possiamo più a lungo presumere che sappiano come. Dobbiamo     parlarne. Questa non è più un’opzione. Non è più abbastanza parlare ai nostri ragazzi dei meccanismi del sesso, probabilmente non lo è   stato mai.  Dobbiamo parlare del consenso, di cosa significa e di come essere certi di averlo.

Dobbiamo insegnare chiaramente e con forza che, come dice Dianna E. Anderson,

il consenso è un “sì” entusiasta ed    inequivocabile“.

Ecco l’articolo da Lunanuvola’s blog.

2 Responses

  1. Paolo1984

    però se una ragazza è totalmente incosciente, è ovvio che si tratta di stupro..non posso credere che quei ragazzi non lo capissero.
    Quanto al sì entusiasta e inequivocabile…bè ovviamente sono d’accordo, senza arrivare a farle firmare un contratto (situazione che personalmente mi sembra eccessiva e quanto di meno romantico ci sia, e io al romanticismo ci tengo)…a volte il sì può essere non espresso a parole: se due persone si baciano e si spogliano anche senza esserselo detto a parole è chiaro cosa vogliono fare (e ovviamente se si vuole interrompere c’è il diritto di farlo. Poi pensiamo a una situazione in cui magari è la prima volta e uno dei due è insicuro, ha dei pudori e l’altro lo rassicura con dolcezza.e allora lo convince, senza imposizioni, a dire sì, quello non è stupro,,senza consenso, espresso a parole o no, invece è stupro..insomma secondo me un uomo lo sa sempre quando il consenso non c’è e non ci sarà mai..lo sa sempre quando la donna non è capace di esprimere un consenso o perchè è svenuta o perchè è stata drogata a sua insaputa..insomma l’uomo sa sempre (poi vabbè considerare caso per caso, ma secondo me lo sa quasi sempre) se quello che sta facendo è uno stupro, quei ragazzi di sicuro lo sapevano.

  2. Elena

    Interessante la questione del consenso…credo sia legata ad altri due grandi temi: l’educazione all’affettività e l’accesso alla pornografia.
    Penso soprattutto a persone molto giovani…l’educazione all’affettività secondo me diventa sempre più indispensabile, non possiamo pensare che “si nasca imparati”, è opportuno ritrovare il senso e il valore dell’educazione e dei luoghi dell’educazione. I sentimenti e le emozioni non sono facili da gestire soprattutto quando si è molto giovani ed è responsabilità di chi a diverso titolo educa farsi carico di trasmettere degli strumenti (non delle imposizioni o delle letture univoche della realtà) affinchè i ragazzi siano dotati di un bagaglio con cui scegliere libramente.
    Il secondo tema apre in realtà a questioni più ampie e complesse, quello che mi preme sottolineare non è la necessità di censura alla pornografia ma la necessità di insegnare ai ragazzi che quella cosa lì ca cui possono accedere così liberamente e spesso con contenuti ai limiti della vera e propria violenza, bè quella cosa lì, così prestazionale e così lontano dalla realtà, non è sesso, il sesso è un’altra cosa.
    Non perchè necessariamente si debba fare sesso con sentimenti prematrimonili ma perchè il sesso va fatto con capacità emotive e con rispetto.
    CRedo che questi possano essere due presupposti utili a seguenti ragionamenti sul consenso.
    Fermo restando che un no rimane sempre un no, senza essere passibile di interpretazioni.

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