NON C’ E’ COLPA!

Veronica-BRA Milano una ragazza di 19 anni è stata stuprata sabato sera, in discoteca.

La maggior parte degli stupri in Italia si verifica nel fine settimana, in ambienti dove ci dovrebbe solo divertire.

Anche Veronica, stuprata a Verona dopo una festa, nel libro racconta:

“Non ho denunciato. Perchè un po’ me lo meritavo; questo sentivo: colpevoli loro, colpevole io.
Eppure sarebbe bastato farmi visitare prima di lavarmi, farmi fare un prelievo vaginale, lo sperma era ancora tutto lì.
Non l’ho fatto. Non sono stata consapevole di me.
L’unica cosa che vorrei, se tornassi indietro, è essere accanto a me in quel momento, e farmi rimanere in  clinica. Quella sera io l’ho sentita una voce, non so se fosse il mio inconscio, il mio angelo custode o chi altri, ma quella voce mi ha detto -Sei in un ospedale, ti devi ancora lavare, c’è un pronto soccorso…-
L’unica cosa che vorrei adesso è ascoltare quella voce e farmi visitare”.

C’è una cosa importante da dire:

Il fatto di essere ubriaca non rende la ragazza in nessun modo responsabile della violenza subita.

Stuprare una persona che non è in grado di difendersi rende il reato ancora più grave.

Ecco la testimonianza di un’esperta del Soccorso Violenza Sessuale di Milano:
“Sono molte le ragazze che non denunciano lo stupro perché si vergognano di dire che erano ubriache
e in qualche modo si sentono in colpa.
Non sanno che invece stuprare una ragazza che ha bevuto costituisce un’aggravante in sede processuale, proprio perché la vittima non era in grado di reagire e difendersi come avrebbe potuto fare da sobria, perché non era in grado di dare il proprio consenso.  La disinvoltura nel bere è un problema molto grave, sottovalutato perché legato soltanto a motivi di salute. Invece bere ci mette a rischio anche perché ci rende fragili, e quando si trova da sola una donna diventa indifendibile. Per questo le ragazze dovrebbero aiutarsi di più tra loro, controllarsi a vicenda, preoccuparsi se un’amica lascia il locale con un ragazzo, chiunque egli sia. Dovrebbero stringere un patto di alleanza, proteggersi l’un l’altra.
E voler proteggere se stesse, volersi bene”.

Dunque essere ubriache rende indifendibili, ma non complici! 

Questa distinzione non appare sempre chiara e nei dibattiti a scuola si sentono frasi come “Se l’è cercata” o “Doveva stare attenta”, frasi che giustificano i ragazzi e condannano le ragazze, come accadeva cent’anni fa.

Siamo nel 2013!

Ragazze, denunciate SEMPRE!

Ragazzi, un NO vuol dire NO! SEMPRE!

5 Responses

  1. Non è colpa di Pandora

    Partendo dal presupposto che la solidarietà in certe situazioni dovrebbe non avere “genere”, viene davvero da dire che serve più SORELLANZA!
    Se i miei occhi sono anche i tuoi occhi magari ci si riesce a difendere da imprevisti che per ingenuità (o altro…) non si è state in grado di calcolare. Fa ribrezzo pensare di dover “calcolare” , sì, ma è così che funziona: calcolare in quale vagone sederti se prendi il treno dopo mezzanotte, calcolare dove parcheggiare, quanto dovrai camminare al buio in quella strada odiosa dove passa una macchina ogni 10 minuti. “Se dovessi urlare qualcuno mi sentirebbe?”.
    Sarà anche un’esagerazione, ma quando senti di ragazze come te, di una TE, che è stata violentata fuori dalla discoteca, fuori dal locale, sopra il cofano di una macchina, preferisci sentirti mille volta una stupida con i suoi stupidi pensieri paranoici, e cambiare strada.

  2. cristinaobber

    a ottobre sono stata a MIlano ad un incontro a Palazzo Marino sui diritti. mi hanno chiesto qual è il diritto che sento più calpestato.
    ho risposto “Il diritto a non avere paura”.

  3. Paolo1984

    Penso che un ragazzo sappia sempre quando no è no e non diventerà mai sì, e sa sempre distinguere tra chi ha solo bevuto un po’ e chi non è in grado di reggersi in piedi e dire sì o no..quindi in ogni caso è colpa di chi stupra e solo sua.

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