Vittime di bullismo: perché la gender education è necessaria

«Perché per colpa di un vaccino ho dovuto sempre lottare, oltre che con la mia malattia anche con la gente che, non può capire e quindi iniziano a chiamarti down, stupido, anoressico. Sono le parole di Michele, che si è ucciso perché «quando cresci e inizi ad avere dei sogni inizia un altro problema, quello di non riuscire ad accettarti». Un minuto di silenzio. Dove eravamo, che stavamo facendo mentre Michele soffriva un po’ ogni giorno fino a non farcela più? Di bullismo sono vittime tutti i giorni centinaia di ragazze e ragazzi che faticano ad accettarsi ed è paradossale che sia proprio la scuola il luogo dove tanta violenza … Continua

8 MARZO, GIÙ LE MANI – ANCHE – DALLE BAMBINE

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. È l’8 marzo 2018 e le donne continuano a morire di femminicidio. Si è appena chiusa una campagna elettorale in cui nessun leader si è assunto un impegno serio in tema di violenza contro le donne, nessuno ha dichiarato che una volta al governo avrebbe applicato la Convenzione di Istanbul, il documento dove tutto ciò che c’è da fare è scritto chiaramente, in attesa di buona volontà e finanziamenti. Neppure la morte di due bambine uccise da un padre violento ha scosso le coscienze di partito, nessuno ha chiesto ufficialmente conto del loro operato ai vertici delle forze dell’ordine, palesemente responsabili ancora una volta … Continua

LATINA: È FIGLICIDIO, PUNTO

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Luigi Capasso, 44 anni, carabiniere, ha ucciso le sue figlie di 8 e 14 anni nel sonno, pocodopo aver sparato tre colpi di pistola alla ex moglie Antonietta Gargiulo, 39 anni, trasportata in codice rosso all’ ospedale San Camillo di Roma. Dopo nove lunghissime ore in cui forze dell’ordine, amici e familiari hanno cercato di convincerlo a consegnarsi, Capasso si è suicidato. «Si racconta fosse legatissimo alle figlie», si legge su RaiNews in un articolo non firmato. Da Latina però Valentina Pappacena, presidente dell’associazione Valore Donna, racconta invece che le figlie ne avessero paura e che si vedessero durante incontri protetti, che Capasso fosse … Continua

«PROSTITUTA A 9 ANNI»: L’ANSA E IL TITOLO INDEGNO

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. AGGIORNAMENTO. Comunico che il capo redattore centrale dell’Ansa, Massimo Sebastiani, a cui ho inviato il pezzo, mi ha risposto scusandosi per l’accaduto e comunicandomi che la redazione ha già provveduto alla modifica del titolo. Questo ci dimostra quanto sia importante la critica costruttiva. E quanto intelligenza e sensibilità insieme, permettano, laddove per la fretta si sbagli, di non considerare la propria buona fede una giustificazione ma di attivarsi per rimediare. Titolo Ansa del 19 febbraio: «Prostituta a 9 anni. Arrestati i genitori». Manca una «i», perchè una bambina può al massimo essere prostituìta, subisce una scelta altrui. Non sceglie lei di fare la prostituta. … Continua

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