post di Ilaria, 20 anni

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Pochi giorni fa, proprio su facebook mi è capitato di leggere una cosa assurda. Riporto il passaggio principale:

“16enne stuprata all’uscita della discoteca alle 5 del mattino. CHE CAZZO CI FA UNA DI 16 ANNI IN GIRO A QUELL’ORA E CI METTO LA MANO SUL FUOCO IMBRIAGA E VESTITA DA TROIA?!? Se io vado in giro nuda, ubriaca e provoco non posso lamentarmi se vengo stuprata. Me la son cercata. Come ha detto ******, ti metti in una situazione di pericolo e lo sai.”

Ecco, devo dire che ci sono rimasta davvero male soprattutto per il fatto che una “lei” ha detto questo, una ragazza che probabilmente non ha colto la gravità e l’amarezza della situazione. (Si riferiva, infatti, alle due ragazze stuprate dai coetanei). Ritengo utile parlarne, ma mi rendo conto tuttavia che ciò porta ad opinioni diverse e posizioni ferme, e purtroppo,  se una persona è un’idiota, un’idiota rimane.

0 Responses

  1. Non è colpa di Pandora

    Le persone, uomini e donne, che lo pensano e non lo dicono sono ancora di più!
    Ma è ignoranza o scatta qualche meccanismo (sociale, individuale, conscio, inconscio ?!) che ribalta la relazione aggressore-vittima, per cui alla fine la vittima diventa “il colpevole che ha ricevuto la GIUSTA punizione per il suo comportamento SCONVENIENTE” e l’aggressore “colui che non si può biasimare” ?
    Sono quelle distorsioni che stanno alla base di tutte le violenze, da quelle piccole, ai totalitarismi. Troppi idioti tutti insieme possono diventare pericolosi!

  2. Anonimo

    Sì, Ilaria, in effetti l’idiozia sarebbe già “un conforto”, sarebbe solo un caso marginale. Invece questo, “di lei che se l’è cercata”, è ancora l’argomento principale e ufficiale, per esempio di tanti avvocati nei processi per stupro.

    Si trova in rete, per esempio, il primo “Processo per stupro” trasmesso dalla RAI nel 1979 in cui si vede tutto questo, e al contrario Tina Lagostena Bassi (avvocata che ha assistito tante donne) che ha poi dichiarato che “gli avvocati difensori potevano essere altrettanto violenti degli stupratori nei confronti della donna… trasformandola in imputato”.

    Altro esempio: quando Stefania Noce, studentessa universitaria a Catania e attiva nel movimento delle donne (c’è una sua ultima lettera bellissima sulla libertà delle donne, per cui era andata a manifestare), viene uccisa dal fidanzato “che l’amava troppo” (parole di lui..), Lea Melandri scrive qualcosa sul blog del Corriere della Sera, la ventisettesima ora.
    Risponde una donna in tono dialogante, poi seguono dodici risposte di uomini, di cui uno pure dialogante, ma tutti gli altri sempre più ostili verso le donne (che “vabbè gli uomini, ma la violenza delle donne (che è maggiore di quella degli uomini?”… “e poi perché non denunciano?allora lo accettano, allora è colpa loro subire… ” e poi “sono tutte palle, i dati sulla violenza di tanti uomini sono truccati, costruiti apposta contro gli uomini”, e così via…
    Stefania sparisce da questa discussione feroce, rancorosa, sul sito di uno dei più grandi giornali italiani (quindi ne stanno parlando uomini più o meno colti, del ceto medio), la violenza disseminata in questa cultura tradizionale del dominio maschile (CHE FORTUNATAMENTE NON E’ L’UNICA CULTURA MASCHILE) rimane.

    Quindi niente di nuovo nel commento che hai trovato in facebook, se non dirti che è molto di più di un’idiozia, è una cultura dominante, rispetto a cui però possiamo fare la differenza. Per amore di una vita migliore (per me stesso, so che ci guadagno molto di più di quelle briciole di potere che lascio), oltre che per un senso elementare di giustizia e di libertà.

    Alessio Miceli

  3. Mario

    Premesso che ritengo l’uso di parole offensive sbagliato da qualunque parte provengano (incluso il termine idiota), quando sgorgano dalla penna, che da tempo al criterio con cui le si usa, feriscono come pietr.

  4. Alessio

    Ma invece, Mario, le parole del tipo in facebook che Ilaria riporta: “CHE CAZZO CI FA UNA DI 16 ANNI IN GIRO A QUELL’ORA E CI METTO LA MANO SUL FUOCO IMBRIAGA E VESTITA DA TROIA?!? … non posso lamentarmi se vengo stuprata”… su quelle parole che giustificano uno stupro non dici niente? Quelle parole non sono pietre? E come mai?

  5. luke-12

    Nessuna attenuante per chi stupra, nessuna.
    Non mi trovo d’accordo con quanto scritto dalla ragazza su facebook.
    Nessuna donna si “merita” una cosa del genere.
    Però un fondo di verità c’è, alcune volte le giovani ragazze giocano proprio col fuoco.
    Non siamo in un mondo perfetto e bisogna prestare sempre attenzione.
    Il problema è che ai giovani piace il rischio, ci giocano quotidianamente.

    La violenze sulle donne è un problema della società, ma a mio avviso anche tutti questi minorenni in giro alle 5 del mattino sono una distorsione “imposta” dalla società.

  6. Elena

    E’ difficile parlare di certi argomenti, ed è ancora più difficile sostenerli emotivamente, riuscire a stare lì, riuscire a concepire non solo che certi drammi succedono ma anche che alcune persone sviliscono ulteriormente l’accaduto, colpevolizzando chi di fatto colpe non ne ha.
    Non è una giustificazione ma un tentativo di comprensione e uno spunto da cui partire sottolineare come a volte certi temi siano talmente forti per alcune persone, soprattutto se scarsamente abituate a parlare ed esprimere le proprie emozioni, che l’unico modo per “reggere” è quello di allontare da sè, di sminuire, trattare in modo superficiale…è più facile “dare la colpa” al mostro, così lontano da noi, o alla “vittima che se l’è andata a cercare”…perchè se è colpa sua e se l’è andata a cercare allora è più controllabile, è meno imprevisto, posso stare più tranquill* per la mia incolumità.

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