PRESA DIRETTA HA SMASCHERATO IL DDL PILLON

articolo che ho pubblicato su Letteradonna/Elle.

No divorzio, no aborto, no diritti civili alle persone omosessuali. Questo il disegno che si cela dietro il ddl Pillon, attualmente in discussione al Senato, presentato astutamente come un provvedimento volto a equilibrare l’affido condiviso in caso di separazioni ma che nasconde invece, riga dopo riga, molto altro.

Un disegno scritto, come svela l’inchiesta, anche da membri dell’associazione Padri separati, che rivendicano il diritto di vedere i figli anche se genitori violenti, che non vogliono assumersi responsabilità economiche che tengano conto che spesso le ex mogli per prendersi cura dei figli hanno scelto professioni meno impegnative e meno remunerate.

Che negano quanto emerge dai dati Istat, ovvero che pur essendoci dei padri in difficoltà economiche, dopo le separazioni la povertà investe maggiormente le donne. L’inchiesta dà voce a padri in difficoltà ma anche alle donne che in nome dell’alienazione parentale, cardine del disegno di legge Pillon, si sono viste togliere i figli che non volevano frequentare il padre violento, cosa che accade sempre più spesso nei nostri tribunali per la superficialità con cui la teoria della Pas (Parental Alienation Syndrome) viene applicata anche se disconosciuta dalla scienza a livello internazionale e che il del 735 vorrebbe rendere legge.

In questi mesi abbiamo visto in tivù e in pubbliche occasioni il senatore Pillon esporre il suo disegno millantando interesse per il bene dei minori, parlando di diritto alla bigenitorialità, concetto su cui chiunque è d’accordo e che è già possibile con le leggi che abbiamo per i padri che responsabilmente vivono il loro ruolo con amore e impegno anche dopo la separazione. Ma la giornalista Giulia Bosetti durante la puntata del 28 gennaio di Presa Diretta (Rai Tre) ci ha dato la possibilità di spogliare il disegno del vestito della festa, raccontandoci come è nato, da chi è stato scritto, quali intenti nasconde, contro le donne e la loro libertà. Ci ha svelato la sua grande ipocrisia. Nelle sue interviste ha raccolto i valori e gli intenti di dei vari co-autori e sostenitori del disegno di legge Pillon che di fronte a domande semplici hanno dovuto dare risposte chiare, riassumibili in pochi punti:

-Il femminicidio non esiste;

-La violenza domestica ha le chiavi di casa e porta i tacchi a spillo;

-L’eutanasia va vietata;

-La famiglia è solo quella con mamma e papà;

-L’aborto è più grave dello stupro;

-L’aborto va vietato per la salvaguardia della specie;

-La famiglia ha finalità procreativi e ci stiamo riempendo di musulmani, rischiamo l’estinzione;

-Da quando le donne hanno acquisito il diritto di divorziare non sono più realizzate e felici di prima;

-Le donne stanno meglio a casa ad accudire i figli. Bisogna alzare gli stipendi agli uomini così che le donne possano smettere di andare al lavoro;

-Le donne valide anche nel mondo della politica sono poche, la maggior parte sono carrieriste;

-Il matrimonio non è basato sull’amore;

-Se uno si vuole separare non sono fatti suoi;

-Il divorzio va vietato perché la famiglia non è una questione privata ma un fatto sociale;

-Oggi siamo più forti perché al governo abbiamo il ministro Fontana e abbiamo la Lega;

(Se tutto questo vi sembra impossibile andate su Raiplay a rivedere la puntata).

È infatti grazie alla nomina del ministro per la famiglia Lorenzo Fontana la destra più estremista, quella che unisce forze neo naziste con il cattolicesimo integralista, pericoloso quanto quello islamico, ha messo delle pericolose radici nel cuore delle istituzioni, laddove si indicano le strade, si cambiano le leggi, si muovono i finanziamenti in favore dell’educazione catto-integralista nelle scuole.

Ho scritto un libro dieci anni fa sul mondo della scuola ai tempi del fascismo (Balilla e piccole italiane, AF editore), quando i bambini sui loro quaderni disegnavano i fasci e con il maestro andavano all’adunata per sentire i discorsi del Duce, felici di indossare quella divisa da balilla e piccole italiane che dava loro un senso di appartenenza. Non è un’analogia casuale. Sono già iniziati in tante città italiane i finanziamenti alle associazioni antiabortiste per occuparsi di educazione all’affettività nel mondo della scuola. Quelle contrarie all’uso degli anticoncezionali, che poi crocefiggono una ragazzina se a 15 anni resta incinta. Ne incontro anche io con le mie attività nelle scuole, perché stanno seminando con meticolosità e grandi risorse economiche.

Il motto del popolino del Family day è Dio, patria, famiglia. Con donne e bambini in cantina, come sogna il senatore Pillon nella calzante imitazione di Maurizio Crozza. Ma davvero vogliamo farci governare ancora da chi ha per noi e il nostro paese questi progetti e ha già cominciato a realizzarli?

L’alleanza Lega-M5s sta spazzando via tutte le battaglie di civiltà degli ultimi 50 anni, una civiltà che siamo tentati di svendere in cambio dell’illusione – perché di questo si tratta – che la linea dura contro gli immigrati ci porti maggior sicurezza e che la farsa del reddito di cittadinanza ci restituisca la dignità del lavoro. Questa allenza è la nuova veste del fascismo, e sta lavorando a fianco dei leader di estrema destra nel resto d’Europa e del mondo. Va fermata adesso, con una lotta comune, nelle piazze e dentro le istituzioni. Per non ritrovarci tra un anno a piangere sulla nostra indifferenza, che ci costa sempre più cara.

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