sono stato, credevo, etero

carrello-spesa-3-1Ciao Cristina, ti scrivo questo messagio ovviamente senza conoscerti, senza rileggere e soprattutto senza filo logico, sulla scia dell’emozione che mi ha dato il tuo contributo sull’ “omofobia lieve“.

io sono… un late blossom, per usare una definizione anglosassone. sino ai 37 anni sono stato, credevo, etero. poi i ragazzi, il sesso come mai fatto sino ad allora, e con una soddisfazione che non avevo mai avuto. e l’amore, quasi subito. le mie peregrinazioni sessuali sono durate un’estate, poi mi sono subito accasato. e adesso da 4 anni sto con luca. la mia vita, una parte di me, la migliore.

sono sempre stato dalla parte del mondo lgbt, fortunatamente non ho mai sofferto di vera omofobia (sai, quella che ti prende quando intimamente sai di essere gay e non lo ammetti nemmeno a te stesso). però un minimo di omofobia lieve ce l’avevo pure io. immaginavo il sesso tra persone dello stesso sesso, ma mi schifavano l’amore e la tenerezza.

inutile dire che tutto poi è cambiato.con il mio compagno siamo di ritorno da 7 mesi a londra. essere… ignorati è stato bellissimo. trovare casa in affitto senza che nessuno storcesse il naso, aprire un conto corrente insieme, andare a fare la spesa e sottoscrivere insieme la tessera famiglia... tante piccole stupidate che, messe insieme, fanno LA coppia. la percezione del nostro stesso essere normali, comuni, ordinari. forse mediocri, ma evviva la mediocrità se è così!

siamo ritornati in italia (mancanza di soldi, ma ripartiremo, spero) la scorsa settimana, in pieno family day. abbiamo letto i commenti di gasparri al gay pride, le farneticazioni di adinolfi. siamo rimasti shockati di fronte al parlare di fantomatiche “ideologie gender”. addirittura abbiamo letto “i bambini non possono essere dati a due gender”. santo cielo, che abominio linguistico, culturale, mentale!

ti vorrei solo ringraziare, perché le tue parole mi hanno un po’ calmato, e perché finché ci saranno scritti come il tuo che gireranno, io potrò sentirmi un po’ meglio a casa mia.grazie di cuore!

Questo messaggio mi ha fatto tornare in mente un pezzo che scrissi nel 2011 intitolato Basta amici gay, in cui c’era questa frase: “Il volersi bene, l’ amarsi, il fare l’amore e il fare la spesa degli omosessuali non passa mai inosservato.”

e mi tornano in mente le parole che Alessandro Motta, presidente di Arcigay Catania, ha scritto in una nota facebook dedicata al mio libro “L’altra parte di me“: la vita insieme, di Giulia e Francesca tra i gesti del quotidiano, la routine delle colazioni, il felice anonimato a cui molt* aspiriamo.

e allora dedico questo post ricevuto a tutti quelli che parlano di ostentazione dell’omosessualità senza capire che ciò che farà di noi un paese di persone libere sarà riconoscere a gay, lesbiche e trans una meravigliosa invisibilità, nel fare l’amore come nel fare la spesa, appunto.

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