al cuore, con impeto

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Cara Cristina, ti scrivo per dirti quanto sia stupenda la storia che ho letto, che mi ha fatto emozionare, che mi ha fatto ritornare in mente la mia storia d’amore insieme al mio compagno. Che dire dopo le prime pagine ero già con il fazzoletto in mano e devo ammettere che poche volte un libro mi ha fatto così tanto emozionare, commuovere ma soprattutto le parole mi sono arrivate al cuore con un tale impeto che mi hanno fatto entrare da subito nella storia, leggere le scene della casa, le scene in cui Francesca scappava da casa per andare da Giulia, le loro vacanze e tutte le emozioni mi hanno … Continua

16 anni, Terrone e Ricchione

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“Ciao Cristina, io sono un omosessuale non dichiarato e ci tenevo a ringraziarti tantissimo per l’incontro di stamattina a scuola, mi hai riempito il cuore, grazie davvero”. Poi c’è un cuoricino. Mi arriva questo messaggio via facebook prima dell’estate, come spesso accade dopo un incontro a scuola. Leggo le parole di Stefano e penso a lui, che non ha alzato la mano, che non ha detto niente. Che ha ascoltato le cose belle ma anche le cose brutte che sono state dette. Non c’è malafede tra i banchi di scuola (quella ce la dispensano i cattossessivi) ma si può essere omofobi senza saperlo anche a 16 anni. Rispondo dunque a Stefano, chiedendogli … Continua

VI RACCONTO LA MIA OMOFOBIA

articolo che ho pubblicato su La 27esimaora del Corriere della Sera. Anche io ho sofferto di omofobia lieve. Sono nata agli inizi degli anni Sessanta, in un paesino ai piedi della montagna, in Valsugana, lungo le rive del Brenta. Quando ero bambina la mia percezione dell’omosessualità si riferiva ad un episodio di cui avevo sentito parlare a proposito di un pedofilo che bazzicava nella stazione di Padova. L’associazione tra omosessualità e pedofilia e quindi perversione era dunque netta. Quando ero in prima o seconda media e chiesi chi era Pasolini mi fu detto che era uno sporcaccione. Quando avevo 13 anni ricordo che, pensando all’omosessualità, immaginavo mio fratello mentre baciava … Continua

Mattia, black bloc e la campagna

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Mattia si scusa, dice di non essere violento: “non sono una persona cattiva”, “mi sono comportato come un coglione” “e boh”, “pensavo che i cittadini normali stessero protestando”, “e boh” “mi scuso con tutti”, “Non sono un no-Expo, a Expo ci andrò a vederlo con la mia scuola e vedrò lì com’é”. Fa quasi tenerezza, se non fosse che se ieri avesse trovato una spranga l’avrebbe usata. Mattia dice di aver “espresso male un’emozione di quel momento”. Guardando il video, ascoltando le sue parole sul papà “incazzato di brutto e anche mia madre e anche tutta la mia famiglia”, con la pacifica campagna del pavese alle sue spalle, in totale … Continua

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