fateci caso, la colpa è del chiodo.

Il 27 dicembre la pagina facebook di Narrazioni differenti segnala  un articolo su Repubblica Torino sul femminicidio di Alessia Partesana in cui, nella ricostruzione che dovrebbe limitarsi ai fatti, vi sono elementi che evocano empatia per l’assassino anziché per la vittima. Vado sul sito del quotidiano e di articoli ne trovo due, della stessa firma e a due giorni di distanza l’uno dall’altro, e devo fare i complimenti prima di tutto al titolista. Nel primo titolo si legge “una piccola vacanza il movente che ha scatenato la furia del fidanzato”. Dunque stiamo attente, noi donne, a prenderci delle piccole vacanze. E qual è il limite per non scatenare la furia dei nostri compagni? 5 giorni, 3, 2? Non … Continua

non è stato stupro, meglio così

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Ricevo e pubblico da Sara, perchè di molestie sessuali si parla poco e si minimizza troppo. “È un periodo di lavoro intenso. Gli ordini non mancano e i clienti spingono per avere le consegne prima della chiusura di agosto. Così, come spesso accade, le ultime settimane prima delle vacanze estive si lavora anche il sabato. Lavoro nell’attività di famiglia, la valle in cui vivo con il mio compagno e i miei due figli piccoli ha un fitto tessuto di aziende meccaniche, mio padre ne ha fatta crescere una con impegno e caparbietà imprenditoriale. Io ho raccolto il dono di mio padre – non senza qualche difficoltà di inserimento in un mondo tutto maschile – e … Continua

Lui 60 anni, Lei 11 – FIRMATE!

Questo è Pietro Lamberti, l’impiegato dei servizi sociali di 60 anni che ha abusato della bambina di 11anni che aveva in affido. Sono stati trovati a letto, nudi. Lui viene condannato a cinque anni in appello ma la Cassazione annulla la sentenza perché accetta un ricorso nel quale la difesa contesta che la Corte non abbia sufficientemente discusso -e motivato- sulle richieste di attenuanti in virtù dell’offerta dei 40.000 euro previsti dalla legge come risarcimento e in virtù della presunta “relazione amorosa” tra i due, essendo la bambina molto affezionata all’uomo che l’ha in carico, come se il fatto di non averla violentata con la forza fisica contasse qualcosa. Il processo d’appello … Continua