MAILA BECCARELLO E LE ALTRE: IL GIORNALISMO INDULGENTE SUL FEMMINICIDIO

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna Maila Beccarello è morta di botte. L’autopsia smentisce il marito. È stata devastata in ogni parte del corpo. Mentre sui media si respira quell’empatia verso i violenti che sposta il baricentro della verità. L’8 agosto a Cavarzere, in provincia di Padova, il 35 enne Natalino Boscolo Zemello uccide la moglie Maila Beccarello, di 37 anni. A distanza di due giorni il Corriere del Veneto con la firma di Alberto Zorzi ci dà notizie sulla vicenda dicendoci che dal carcere «il killer in lacrime»ripete di non aver ucciso la moglie, sostiene che è caduta in doccia mentre lui l’aiutava a pulire il sangue dovuto ‘soltanto’ … Continued

IMMACOLATA STABILE AVEVA DENUNCIATO

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Ancora un femminicidio. È successo nella notte tra il 22 e il 23 luglio in provincia di Caserta, dove un uomo ha strangolato a mani nude la moglie Immacolata Stabile, che aveva da poco ritirato una denuncia per maltrattamenti. Per poi togliersi la vita. Poche ore dopo su una testata online di San Nicandro Garganico è uscito un articolo che ricorda l’omicidio di Maria Daniele proprio nella cittadina pugliese. Aveva 36 anni quando nel 2007 è stata uccisa dal marito, dopo numerose segnalazioni e interventi dei carabinieri per maltrattamenti e stalking. A raccontare la storia è stata la figlia, la 16enne G.P. che all’epoca … Continued

JULIEN, VITTIMA DELLA VIOLENZA DEL PADRE ‘INSOSPETTABILE CONTRO LA MADRE

articolo che ho pubblicato su La27ora del Corriere della Sera. «Un eccellente caposquadra, calmo e posato». Così i colleghi descrivono Antoine, protagonista del film L’affido di Xavier Legrand, Leone d’argento a Venezia e appena uscito nelle sale. Come spesso succede quando si parla di violenza domestica, il ritratto pubblico degli uomini non corrisponde a quello che ne fanno la moglie e i figli, succubi di un marito e padre padrone dentro casa. Così nel film la richiesta di affido condiviso che Antoine presenta alla giudice viene accolta, mettendo dunque in pericolo le sue vittime. Il film viene raccontato con gli occhi di Julien, il più piccolo dei figli, attraverso il … Continued

CONTRO L’INTEGRALISMO SERVE UNA CAMPAGNA COLLETTIVA

articolo che ho pubblicato su LetteraDonna/Elle. Dopo l’appello della Rete Rebel Network alla sindaca Virginia Raggi si sta valutando la rimozione dei cartelloni giganti esposti a Roma con la scritta «L’aborto è la prima causa di femminicidio» con cui il gruppo integralista conservatore CitizenGo ha strumentalizzato senza pudore il femminicidio per i propri fini propagandistici. Impegnati da anni in campagne contro le donne che negano il diritto di interrompere una gravidanza in sicurezza, nel rispetto del diritto alla salute sancito dalla legge 194, hanno agito senza rispetto per le donne morte di femminicidio, per i loro figli orfani e i loro cari. Nelle loro ‘spiegazioni’ hanno accomunato l’interruzione volontaria di gravidanza … Continued