IL SILENZIO SUGLI STUPRI DELLE DONNE IN PROSTITUZIONE

Milano, sono le 2.40 della notte tra il 15 e il 16 ottobre quando i carabinieri del Radiomobile notano un ragazzo che minaccia una donna in lacrime. Lui appena si accorge delle forze dell’ordine fugge. La donna, invece, si butta letteralmente sul cofano della macchina, un’estrema richiesta di aiuto: «Mi ha picchiata e violentata», singhiozza. Una storia che solitamente conquisterebbe le prime pagine dei quotidiani nazionali. Invece niente. Ne hanno dato notizia quelli locali e Il giornale. Sulle altre testate niente. Eppure il carnefice è è originario del Marocco e, probabilmente, minorenne (età supposta da un esame osseo visto che gli si attribuiscono diversi documenti di identità). Solitamente, infatti, quando … Continua

fateci caso, la colpa è del chiodo.

Il 27 dicembre la pagina facebook di Narrazioni differenti segnala  un articolo su Repubblica Torino sul femminicidio di Alessia Partesana in cui, nella ricostruzione che dovrebbe limitarsi ai fatti, vi sono elementi che evocano empatia per l’assassino anziché per la vittima. Vado sul sito del quotidiano e di articoli ne trovo due, della stessa firma e a due giorni di distanza l’uno dall’altro, e devo fare i complimenti prima di tutto al titolista. Nel primo titolo si legge “una piccola vacanza il movente che ha scatenato la furia del fidanzato”. Dunque stiamo attente, noi donne, a prenderci delle piccole vacanze. E qual è il limite per non scatenare la furia dei nostri compagni? 5 giorni, 3, 2? Non … Continua

tra pedofili e tute in lamè

articolo che ho pubblicato su La 27esima ora del Corriere della sera. Questa sono io da bambina, in atteggiamento voluttuoso. Ricordo anche che a dieci anni ballavo Rumore Rumore di Raffaella Carrà ancheggiando in salotto, sognando di indossare una tuta in lamè. Non mi scaglio contro Augias ma vorrei sentire le sue scuse perché la vita delle persone è materia delicata e va trattata con cura. Un conto è essere a cena tra amici dove può capitare di sovrapporre tra loro degli argomenti anche impropriamente. Altra cosa è presentarsi in uno studio televisivo sapendo che milioni di persone sono lì per ascoltarti cercando di capire il perché della morte violenta di una bambina … Continua