A.A.A. CORAGGIO CERCASI, anche in tribunale

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“Non volevo ucciderla”. Lo ha detto Maurizio Falcioni, l’uomo che voleva “solo” massacrare di botte la fidanzata Chiara Insidioso Monda, a cui ha inflitto pugni e calci anche alla testa, che ha sbattuto ripetutamente a terra. Fino a che lei, 19 anni e tutta la vita davanti, è svenuta e lo ha accontentato: non è morta. A distanza di due anni Chiara è in gravissime condizioni fisiche e neurologiche. Irreversibili, salvo qualche lento miglioramento. Chiara oggi è quella della foto che suo padre ha pubblicato sul suo profilo Facebook (e che io non mi sento di pubblicare). Maurizio Falcioni è stato condannato in primo grado a 20 anni. Inizialmente aveva negato le sue … Continua

Lui 60 anni, Lei 11 – FIRMATE!

Pietro Lamberti, impiegato dei servizi sociali di 60 anni, ha abusato della bambina di 11anni che aveva in affido. Sono stati trovati a letto, nudi. Lui viene condannato a cinque anni in appello ma la Cassazione annulla la sentenza perché accetta un ricorso nel quale la difesa contesta che la Corte non abbia sufficientemente discusso -e motivato- sulle richieste di attenuanti in virtù dell’offerta dei 40.000 euro previsti dalla legge come risarcimento e in virtù della presunta “relazione amorosa” tra i due, essendo la bambina molto affezionata all’uomo che l’ha in carico, come se il fatto di non averla violentata con la forza fisica contasse qualcosa. Il processo d’appello è dunque da … Continua

AIUTO!

postato in: femminicidio, legge, pedofilia, stupro | 9

Ho letto la sentenza sul caso di Catanzaro. Con fatica, perchè sale la nausea, è un pugno nello stomaco. I fatti in sintesi sono questi: Una bambina di 11 anni viene assegnata alla tutela dei servizi sociali. Se ne prende cura un impiegato dei servizi sociali di 60 anni, Pietro Lamberti. La polizia irrompe a casa di Lamberti e lo sorprende nel letto con la ragazzina. Lamberti viene condannato a 5 anni di carcere (che mi sembran pochi ma non stiamo parlando di questo). La Corte di Cassazione, su richiesta della difesa, annulla il processo d’appello perchè non è stata esaminata l’ipotesi dell’attenuante dell’accondiscendenza della vittima, in “relazione d’amore”, si legge, con l’imputato (dall’esame … Continua