A 13 anni come a 50

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“Avevo paura di non essere creduta”. Violentata ripetutamente a 13 anni da un sacerdote (qui articolo Ansa), una ragazza di 21 anni ha trovato ora il coraggio di denunciarlo e ha giustificato con questa frase il suo silenzio durato anni. La paura di non essere credute o di essere considerate in qualche modo complici della violenza subita, per come ci si veste, per quanto corti siano un paio di shorts o per come ci si atteggia, è uno dei problemi grandi che impediscono ancora oggi a circa il 90% delle vittime di non denunciare. Perchè ancora oggi è la vittima che si vergogna. Chi ha letto “Non lo facccio più” ricorda Veronica, la ragazza che a 21 … Continua

il branco e tu

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Sentiamo e leggiamo notizie che parlano di violenze sessuali, di stupro e BRANCO. Non sempre ai ragazzi è chiara l’entità della responsabilità all’interno di un gruppo, perché nessuno la spiega, a casa come a scuola. A molti il gruppo sembra qualcosa di ASTRATTO in cui l’individuo si annulla, prende un’altra forma, e quindi anche la responsabilità individuale appare ridimensionata. Ma la responsabilità in un gruppo non è cosa astratta. Nel branco c’è una somma di responsabilità individuali che amplifica l’effetto dell’azione di ogni singolo partecipante. Dico PARTECIPANTE perché il branco è formato da persone che PARTECIPANO ad un’azione, con la propria testa e con il proprio corpo. La legge riconosce come AGGRAVANTE il compimento di uno stupro … Continua

che fa? fa.

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-ciao, come stai? -moderatamente stuprata. -ma non aveva smesso? -alti e bassi. -ma che ti fa? -fa. -e tu? -piango. -e lui continua? -piango moderatamente, per non svegliare il bambino, di là. -e allora piangi più forte! -fatto. quando il bimbo non c’è piango forte. -e lui? -fa. -lo devi denunciare. -fatto. -brava! deve andare davanti a un giudice! -ora è davanti al giudice. -e il giudice che fa? -fa.

ascolto il rap e penso che

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ci scrive Oriana, 16 anni, che ha preso un brano RAP e ci ha pensato su: (le frasi tra virgolette sono tratte da una canzone: “Paura, rum e fango” di Maxi B.) Al giorno d’oggi per la violenza sulle donne non ci sono più confini, né geografici né sociali: la riscontriamo nel terzo mondo e nei Paesi occidentali più avanzati. Non ci sono più limiti, si va dagli schiaffi, allo stupro, fino ad arrivare, in alcuni casi, anche all’omicidio. “Le mani addosso ancora, la sua violenza ancora, e ancora, la tua innocenza che ti muore in gola!” Non sempre si denuncia una violenza, a volte la paura si sovrappone alla consapevolezza di … Continua

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