un 8 marzo differente

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images-4Linda ha 25 anni e ci scrive che sogna un 8 marzo differente.

“L’amore va oltre” cantava un famoso cantautore italiano. E’ una delle frasi sull’amore che preferisco. È talmente vera da emozionare. “L’amore va dentro le persone, sorprende, difende, rispetta ciò che fai, va oltre i muri che non passi, va oltre le porte chiuse in faccia”. Da questo pezzo trapela sicuramente l’idea vincente e rassicurante del sentimento. Oggi però ho ragionato sul significato che questa frase può assumere in varie situazioni. Tornando dallo sportello anti-violenza presso cui svolgo volontariato, il pensiero incessante va a quella donna che, con il collarino e le lacrime agli occhi, è venuta a chiederci aiuto. Lei è stata picchiata in strada, davanti alla gente, dal suo ex compagno. Nessuno è intervenuto, nessuno ha chiamato le forze dell’ordine, nessuno l’ha aiutata a rialzarsi. Così l’amore è andato oltre. È andato oltre la decenza, è andato oltre la civiltà, la dignità e i diritti di una persona. Facciamo comprensibilmente fatica a pensare che dietro quest’orribile storia ci possa essere l’amore. Alla base di quella relazione c’è stato però, per qualche tempo, un sentimento speciale e profondo che, per qualche oscuro motivo, è degenerato fino al punto di far sentire una persona legittimata ad esprimere la propria prepotenza sul corpo di quella donna che, forse, un giorno amava.
Così, riflettendo, mi domando se l’amore è andato oltre perché si è snaturato o perché, paradossalmente, è regredito.
In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa dal proprio marito, partner o familiare. La situazione è talmente grave che abbiamo creato un termine per definire il fenomeno: femminicidio.
Questo avviene quando una donna viene uccisa per il semplice fatto di essere donna.
Ogni 8 marzo sembra scontato, persino un po’ fastidioso, parlare dei diritti di una donna, quasi come se sentissimo il dovere di farlo oggi per poi dimenticarcene il resto dell’anno. Un po’ come potessimo nascondere la cronaca nera e la relativa ondata delittuosa in cui ci siamo imbattuti in questi primi mesi dell’anno e per tutto il 2012, con il vivace colore della mimosa; o come se l’odore di questo stupendo fiore potesse coprire la puzza della strage avvenuta nella nostra terra: un massacro tutto al femminile.
Noi andiamo oltre, dobbiamo parlarne. Parlarne spesso, sempre. Dobbiamo parlarne tra amici, dobbiamo scriverlo, dobbiamo raccontarlo ai nostri figli. Dobbiamo raccontare cos’è il vero amore e dobbiamo spiegare che, proprio per la forza che questo sentimento porta con sé, si può andare oltre i normali problemi di coppia, ma che non si deve MAI andare oltre l’amore per se stessi.
Il nostro impegno deve andare oltre questo singolo giorno dedicato alla donna. Va ribadito oggi e fino a quando la nostra società ne avrà bisogno, affinché possa arrivare il giorno in cui smetteremo di contare le vittime, interromperemo la lista dei diritti mancanti e cesseremo di ignorare il problema.
Sogno il momento in cui festeggeremo con vittoria l’8 marzo senza ricordare quanta strada abbiamo ancora da fare per raggiungere la parità tra generi o la civiltà tra essi. Sogno un 8 marzo differente, indice di uguaglianza e rispetto. Un 8 marzo dove sia possibile celebrare la forza che abbiamo avuto nel superare tutto questo. Linda Mariani

0 Responses

  1. Giuliana Gambuzza

    Nell’attesa di un 8 marzo davvero diverso, usiamo quelli che arriveranno per riflettere. Né per festeggiare, né per fare polemica. Semplicemente per riflettere. Facciamo il punto su dove siamo arrivate e raccogliamo le forze per ripartire. Dal 9 marzo in poi.

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