codice Rocco

Unknown-4Linda, 25 anni, neo laureata in legge, ci invia la sua riflessione sul codice Rocco, tema della sua tesi.

Un’auspicabile inversione di marcia.
Siamo soliti stupirci enormemente di fronte ai continui omicidi di donne avvenuti per gelosia o possessione. A tal riguardo, guardandoci indietro, riusciamo a scorgere abominevoli attenuanti giuridiche che, invece di condannare questi riprovevoli comportamenti, ne affievolivano le pene.

Fu infatti il codice Rocco emanato in epoca fascista (lo stesso tutt’ora in vigore) a prevedere il cosiddetto delitto d’onore. In questo caso, l’uomo protagonista dell’omicidio della propria moglie ritenuta colpevole d’aver infangato l’onore della famiglia, poteva godere di un rilevante sconto di pena.

A quel tempo la norma riconosceva l’offesa all’onore nella condotta disonorevole del consorte, ammettendo uno sconto di pena proprio in vista dell’importanza che l’onestà assumeva nella società. La previsione era in linea con altri passi del codice penale che marcava la propria posizione maschilista in ulteriori articoli, in particolare nell’istituto del “matrimonio riparatore” dove il reato di violenza carnale veniva estinto nel caso in cui uno stupratore accondiscendesse a sposare la propria vittima.
Per i ragazzi di oggi e, in generale, per le persone che non hanno vissuto quell’epoca appare del tutto inverosimile, quasi romanzesca, questa realtà storica. A molti è capitato di leggere qualche libro o di guardare qualche vecchio film che parlasse di questa tematica, ma la sensazione era di qualcosa di molto lontano da noi, che non potesse toccarci minimamente. L’idea che un uomo potesse essere in qualche modo “premiato” per aver difeso il proprio onore familiare e aver ucciso per questo la propria metà, il proprio amore, colei con cui decideva di passare il resto della vita, ci sembra qualcosa d’impossibile e totalmente lontano dal nostro vivere quotidiano, lontano dal nostro paese.
In realtà sfogliando il codice penale si può scoprire come questo reato sia stato abrogato soltanto nel 1981, pochi anni prima che io nascessi.

Ed è questo che mi ha sempre lasciato esterrefatta. Come poteva sopravvivere una norma di questo tipo quando molti anni prima la Costituzione aveva sancito la parità dei sessi? Come si era potuto conservare un precetto così retrogrado e medioevale dopo la modifica del diritto di famiglia avvenuta nel 1975 che aveva sensibilmente ridimensionato il ruolo della donna all’interno della società?
A questi interrogativi non ho mai trovato una degna risposta, se non che l’aggressività, la prepotenza e l’ignoranza hanno, per troppo tempo, sostituito la ragione e la giustizia.
Oggi in molti paesi del mondo avviene lo stesso. In Italia, anche se l’articolo riguardante il delitto d’onore è stato cancellato, non è raro scoprire che molti degli omicidi avvenuti per “malamore” portino con sé l’impronta dell’onore.
Fortunatamente l’attenuante è stata abolita; quello che oggi sarebbe necessario, però, è un inversione di marcia, uno sguardo nella direzione opposta.

Ciò che serve è un’aggravante per questo tipo di reato che sta sempre più macchiando i nostri giorni.breakpoint
In questo senso, un inasprimento delle pene potrebbe non servirebbe a placare l’ira e la violenza insita nella nostra società, mostrerebbe però di farsi carico del grosso problema in aumento negli ultimi anni.

Sarebbe un degno riconoscimento dell’importanza che hanno avuto tutte quelle vite spezzate e un segno di rottura con un ingombrante passato.
Linda

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